Innocenzo Manzetti
Innocenzo Manzetti

Museo Manzetti

Associazione culturale

1987-2026

39 anni di attività

sede associazione

e piccolo museo-collezione (privato):

 

Viale Federico Chabod, 62


11100 Aosta (Valle d'Aosta)

 

museo.manzetti@gmail.com

 

Tel. 339 3574718

Innocenzo Manzetti

Un protagonista dell'Ottocento, tra storia e scienza

 

Innocenzo Manzetti nacque ad Aosta il 17 marzo 1826, quinto di dieci figli.

Dotato di una spiccata intelligenza e di una straordinaria abilità manuale, conseguì il diploma di geometra, ma la vastità delle sue conoscenze scientifiche e tecniche gli valse anche la considerazione di ingegnere.

 

Nel corso della sua vita progettò e realizzò invenzioni che spaziavano dalla meccanica all'acustica, dall'idraulica alla locomozione.

Accanto alle grandi macchine costruì strumenti di uso quotidiano e studiò soluzioni destinate a migliorare le condizioni di vita e di lavoro dei suoi concittadini.

 

Morì prematuramente ad Aosta il 15 marzo 1877, due giorni prima del suo cinquantunesimo compleanno. La scomparsa gli impedì di partecipare alla battaglia per il riconoscimento della paternità della sua invenzione più importante: il telefono.

 

 

È sempre «difficile» ricordare Innocenzo Manzetti

 

Ricordare Innocenzo Manzetti è ancora oggi un'impresa difficile.

Il suo nome rimane poco conosciuto rispetto all'importanza delle sue realizzazioni, mentre la storia della telefonia è stata a lungo dominata dalla fama di altri inventori e dalle grandi imprese industriali sorte attorno ai loro brevetti.

Riteniamo sia giusto restituirgli la visibilità che avrebbe meritato.

 

Ad Aosta, la piccola sala museale ricavata nell'ex sacrestia della chiesa di Saint-Bénin conserva la memoria della sua attività. Poco distante, in via Xavier de Maistre, si trova ancora la casa che fece costruire nel 1874, oggi proprietà privata e osservabile soltanto dall'esterno. Sono due luoghi importanti, ma rappresentano una parte assai limitata di ciò che la sua vicenda potrebbe offrire alla conoscenza della storia scientifica valdostana.

 

Pioniere in numerosi campi della tecnologia, Manzetti può essere definito un «maestro dell'energia» e, soprattutto, un «maestro dei suoni».

Già nel 1840, appena quattordicenne, aveva costruito un automa di grandezza naturale capace di suonare il flauto, una macchina che avrebbe perfezionato per molti anni.

Nel 1857 brevettò un apparecchio per la produzione domestica della pasta; nel 1864 fece circolare sulle strade di Aosta una vettura a vapore; nel 1869 sperimentò un composto idraulico a presa rapida. Il suo lavoro sul telefono, sviluppato attraverso una lunga serie di esperimenti, lo portò a realizzare un apparecchio per la trasmissione elettrica della voce, del quale la stampa parlava già nel 1865.

 

La sua inventiva trovò applicazione anche nella vita cittadina.

Studiò sistemi per migliorare l'illuminazione pubblica di Aosta, progettò filtri per le acque del Buthier e si occupò di opere edilizie e impianti tecnici. Il suo laboratorio divenne una meta per i visitatori che, sempre più numerosi nel corso dell'Ottocento, raggiungevano la Valle d'Aosta e desideravano conoscere personalmente l'inventore e le sue macchine.

 

Eppure, molti aspetti della sua attività attendono ancora di essere approfonditi. La corrispondenza e i rapporti intrattenuti con tecnici, studiosi e istituzioni straniere rivelano un uomo inserito in una rete di relazioni scientifiche ben più ampia di quanto la sua vita trascorsa prevalentemente ad Aosta potrebbe far supporre.

 

Fra i suoi progetti figurò persino un sistema per ottenere farina e produrre un pane economico e nutriente, presentato come adatto anche a chi non poteva consumare il pane ordinario. Nel 1868 un giornale arrivò a titolare: «I mulini sono diventati inutili».

 

La ricezione delle sue invenzioni fu spesso contraddittoria.

 

Mentre parte della stampa italiana accolse con ironia le notizie sul suo telefono, numerosi giornali stranieri ne parlarono con curiosità e ammirazione. La fama dell'inventore di Aosta raggiunse anche località lontanissime, fino ai territori occidentali degli Stati Uniti, quando la possibilità di trasmettere la voce attraverso l'elettricità appariva ancora straordinaria.

 

Da circa quarant'anni Mauro Caniggia Nicolotti e Luca Poggianti dedicano le proprie ricerche alla ricostruzione della vita e delle invenzioni di Innocenzo Manzetti, cercando documenti, recuperando testimonianze e promuovendone la conoscenza.

Un lavoro che dal 1987 continua a restituire nuovi elementi alla sua biografia e che invita a guardare oltre l'immagine, ormai riduttiva, dell'inventore valdostano dimenticato.

 

Manzetti apparteneva pienamente al suo secolo, ma molte delle idee alle quali dedicò la vita avrebbero trovato applicazione e diffusione soltanto nel mondo che venne dopo di lui.

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