Innocenzo Manzetti
Innocenzo Manzetti

Museo Manzetti

Associazione culturale

1987-2026

39 anni di attività

sede associazione

e piccolo museo-collezione (privato):

 

Viale Federico Chabod, 62


11100 Aosta (Valle d'Aosta)

 

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Tel. 339 3574718

L'automobile a vapore

Nel 1864 Innocenzo Manzetti realizzò una vettura capace di muoversi autonomamente sulle strade, senza bisogno di essere trainata da cavalli.

 

Era un veicolo a quattro ruote e quattro posti, dotato di un motore a vapore collocato anteriormente, che suscitò grande curiosità quando cominciò a circolare per le vie di Aosta.

 

L'idea di utilizzare il vapore per muovere un veicolo stradale era già stata sperimentata in Europa, ma le macchine costruite fino ad allora erano generalmente pesanti, ingombranti e difficili da manovrare. Manzetti cercò invece di applicare quel sistema di propulsione a una vettura relativamente leggera, provvista di un dispositivo sterzante e capace di affrontare le strade ordinarie.

 

Il motore era sistemato nella parte anteriore, sotto la caldaia, alimentata probabilmente a carbone. Il vapore azionava un pistone collegato mediante una biella alle ruote anteriori, che assicuravano quindi anche la trazione. Un camino permetteva l'uscita dei fumi. Nei primi modelli, tuttavia, la vicinanza della caldaia al posto di guida provocava un calore eccessivo, mentre il camino, inizialmente molto alto, ostacolava la visuale. Manzetti intervenne successivamente per migliorare entrambi gli aspetti.

 

Le prove si svolsero lungo le attuali vie Père Laurent e Guido Rey, quindi sulla strada nazionale, dal faubourg Pont de Pierre fino alla cappella di Saint-Roch, lungo l'odierno corso Ivrea. In una delle corse sperimentali l'inventore fu accompagnato dagli amici Charles Rore e dai fratelli Defey. Per gli abitanti di Aosta dovette essere uno spettacolo insolito: una carrozza che avanzava senza cavalli, spinta soltanto dalla forza del vapore.

 

L'esistenza della vettura fu ricordata anche molti anni dopo da chi l'aveva vista in funzione. Il 6 marzo 1891, il giornale «Le Valdôtain», commentando le nuove automobili a vapore dell'ingegnere francese Léon Serpollet, rivendicò il precedente di Manzetti. Il cronista ricordava di aver visto personalmente, nel 1864, il veicolo percorrere la strada dei Cappuccini e quella lungo le mura romane. Lo descriveva come una specie di piccolo furgone, con il motore davanti e una panchetta sulla quale potevano sedere comodamente due persone.

 

Manzetti, tuttavia, comprese presto che il vapore presentava limiti importanti per la locomozione stradale. Il peso della caldaia, il combustibile necessario e l'ingombro del motore rendevano difficile costruire veicoli davvero pratici. Negli anni successivi continuò a progettare vetture a tre e quattro ruote, con differenti disposizioni dei posti, concentrandosi soprattutto sulla ricerca di sistemi di propulsione alternativi.

 

Un suo diario, ritrovato nel 2009, documenta gli esperimenti condotti tra il 1873 e il 1876 con benzina, petrolio, ammoniaca, etere e altre sostanze. Tra i progetti figuravano nuovi dispositivi motori, sistemi di raffreddamento, pompe e persino un meccanismo per il cambio di velocità. La morte, sopraggiunta nel marzo 1877, interruppe queste ricerche.

 

La vettura del 1864 rappresentò così una tappa importante nell'attività di Manzetti: dalla costruzione di un mezzo capace di viaggiare senza cavalli, l'inventore era passato allo studio di motori più leggeri ed efficienti, affrontando uno dei problemi fondamentali della futura automobile.

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