Innocenzo Manzetti
Innocenzo Manzetti

Museo Manzetti

Associazione culturale

1987-2026

39 anni di attività

sede associazione

e piccolo museo-collezione (privato):

 

Viale Federico Chabod, 62


11100 Aosta (Valle d'Aosta)

 

museo.manzetti@gmail.com

 

Tel. 339 3574718

La calce idraulica

Nel 1869 Innocenzo Manzetti mise a punto un particolare cemento idraulico a presa rapida, capace di indurirsi rapidamente e di resistere all'azione dell'acqua.

L'invenzione nasceva dalle sue conoscenze nel campo dell'edilizia e dall'interesse per un minerale presente nelle montagne della Valle d'Aosta: il manganese.

Da tempo, infatti, nelle miniere di Saint-Marcel e, successivamente, in quelle di Saint-Barthélemy, si estraevano importanti quantità di manganese, esportato anche fuori dalla Valle. Il minerale trovava impiego nella produzione di cementi destinati soprattutto alle costruzioni esposte all'acqua marina, grazie alle proprietà che contribuivano a renderli resistenti alla salsedine.

 

Manzetti pensò di sfruttarne le caratteristiche per ottenere un legante adatto anche alle comuni opere edilizie. Dopo diversi esperimenti, il 24 marzo 1869 pubblicò sulla «Feuille d'Aoste» la composizione del proprio cemento: quattro parti di argilla grigia, sei di ossido nero di manganese e novanta di calce in polvere.

La miscela doveva essere sottoposta a calcinazione e successivamente amalgamata con sessanta parti di sabbia lavata e una quantità d'acqua sufficiente a renderla lavorabile. Secondo l'inventore, il prodotto così ottenuto solidificava rapidamente e presentava un'elevata resistenza all'acqua.

 

Manzetti continuò a interessarsi al perfezionamento delle malte e dei materiali da costruzione. Nel 1873 consultò anche un trattato settecentesco di Polycarpe de La Faye dedicato alle tecniche utilizzate dagli antichi Romani per preparare la calce. Le sue conoscenze trovarono applicazione nella costruzione della nuova abitazione che fece realizzare ad Aosta, in via Xavier de Maistre, nel 1874, ancora oggi esistente.

 

Il passo decisivo arrivò all'inizio del 1877, quando Manzetti decise di tutelare economicamente le proprie ricerche. Il 17 febbraio depositò al Regio Museo Industriale di Torino un brevetto, valido per quindici anni, relativo a un procedimento per fabbricare con calce ordinaria e sabbia mattoni, tegole, vasi, colonne e altri manufatti, rendendoli rapidamente resistenti all'acqua e alle intemperie.

Il brevetto riguardava dunque un'applicazione più ampia rispetto alla semplice preparazione del cemento idraulico descritta nel 1869.

 

Per sfruttare commercialmente l'invenzione, Manzetti costituì una società con Charles Rore e il canonico Édouard Bérard. Ma il progetto ebbe vita brevissima. Il 12 marzo 1877, nel proprio testamento, l'inventore destinò alla moglie Rosa Anzola anche gli eventuali utili derivanti dalla società.

Tre giorni dopo, il 15 marzo, morì ad Aosta, senza poter assistere agli sviluppi della nuova attività.

 

La calce idraulica rappresentò così una delle ultime applicazioni dell'ingegno di Manzetti.

Partendo da una risorsa mineraria della Valle, egli aveva cercato di migliorare i materiali da costruzione e di trasformare i risultati dei propri esperimenti in un'attività produttiva.

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