Innocenzo Manzetti
Innocenzo Manzetti

Museo Manzetti

Associazione culturale

1987-2026

39 anni di attività

sede associazione

e piccolo museo-collezione (privato):

 

Viale Federico Chabod, 62


11100 Aosta (Valle d'Aosta)

 

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Il velocipede

Nel 1870 Innocenzo Manzetti costruì un curioso velocipede a tre ruote e tre posti, concepito per consentire a tre persone di viaggiare insieme contribuendo ciascuna alla propulsione del mezzo.

 

Era un periodo di grande interesse per i velocipedi, che stavano conoscendo una rapida diffusione in Europa, accompagnata da continui tentativi di migliorarne la stabilità e il funzionamento.

Manzetti aveva già sperimentato diversi sistemi di locomozione con le sue vetture stradali a vapore.

Questa volta si dedicò a un mezzo mosso esclusivamente dalla forza muscolare, progettando un veicolo che sarebbe stato chiamato «trindem», per distinguerlo dai velocipedi tradizionali e dai successivi tandem a due posti.

 

La disposizione era originale: in corrispondenza di ciascuna delle tre ruote si trovavano un sellino e una coppia di pedali. Ogni viaggiatore contribuiva quindi al movimento azionando direttamente la propria ruota, mentre il manubrio era affidato alla persona seduta davanti. Gli altri due passeggeri dovevano soltanto pedalare. In questo modo lo sforzo necessario alla locomozione veniva distribuito fra i tre occupanti.

 

La prova più celebre si svolse giovedì 20 gennaio 1870, quando François Farinet, Albert Darbelley ed Elisée Vallaise decisero di affrontare il percorso da Aosta a Nus. Partirono alle undici del mattino dal Ponte di Pietra e percorsero circa dodici chilometri in un'ora e mezza, comprese alcune soste necessarie per ingrassare gli ingranaggi delle ruote.

 

I tre viaggiatori avevano però aggiunto al velocipede un accessorio piuttosto singolare: una dozzina di campanelli che, durante la marcia, producevano un rumore assordante. Il loro passaggio attirava inevitabilmente l'attenzione e finì persino per spaventare un asino che trainava un carretto. Per evitare ulteriori problemi, i tre preferirono fermarsi e concedere all'animale e al suo conducente qualche momento di tranquillità.

 

Raggiunta Nus, i pionieri del velocipede fecero ritorno ad Aosta. L'esperimento venne raccontato pochi giorni dopo, il 26 gennaio 1870, sulla «Feuille d'Aoste», in un articolo di François Farinet, uno dei protagonisti del viaggio. La cronaca, ricca di particolari e di umorismo, costituisce una testimonianza diretta del funzionamento del mezzo e della curiosità suscitata dal suo passaggio.

 

Un'altra avventura del velocipede venne raccontata il 27 novembre 1874 sul giornale «L'Écho du Val d'Aoste», in un articolo intitolato «Une mésaventure». Due amici avevano deciso di provarlo lungo la strada di Saint-Pierre. Raggiunto il ponte di Clou-Neuf, si fermarono brevemente prima di affrontare la discesa presso la casa Jacquemod. Fu allora che il conducente perse il controllo della ruota anteriore e il mezzo precipitò in un fossato profondo circa tre metri. I due viaggiatori se la cavarono con un grande spavento e una memorabile infangatura, mentre il velocipede rimase danneggiato. Il racconto, pubblicato in tono umoristico e firmato F. F., testimonia quanto quella singolare invenzione fosse rimasta impressa nella memoria degli aostani.

 

Il «trindem» rimase una delle invenzioni più singolari di Manzetti.

 

Con esso l'inventore aveva applicato la propria esperienza meccanica a un mezzo di trasporto collettivo, cercando di distribuire lo sforzo fra più persone. E quel viaggio invernale da Aosta a Nus, fra ingranaggi da lubrificare e campanelli troppo rumorosi, rimase uno degli episodi più divertenti della sua attività inventiva.

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