La presentazione pubblica del telefono
Un giorno, tra il 1863 e il 1864, Innocenzo Manzetti si presentò a casa dell'amico Édouard Bérard, canonico della Cattedrale di Aosta, e lo invitò a seguirlo. «Vieni a vedere, Tommaso, non hai visto, ma vieni a toccare con dito», gli disse scherzosamente.
Qualche tempo prima, infatti, Bérard aveva accolto con scetticismo l'idea di trasmettere la parola attraverso il telegrafo, rimproverando all'inventore la sua abitudine di iniziare molte cose senza portarle a termine. Manzetti gli aveva promesso che sarebbe riuscito nell'impresa. Ora voleva dimostrarglielo.
Nel laboratorio gli consegnò una sorta di cornetta, collegata mediante un filo elettrico a un secondo apparecchio, e gli chiese di allontanarsi. Bérard avvicinò lo strumento all'orecchio e udì la voce dell'amico. Tra le parole che ricordò distintamente vi erano «Édouard, entends-tu?», ossia «Édouard, mi senti?».
La voce arrivava alterata e alcune consonanti risultavano difficili da comprendere, ma il primo telefono era diventato una realtà.
Nell'agosto del 1864 anche Carlo Matteucci, già ministro della Pubblica Istruzione e autorevole studioso di elettricità, ebbe modo di provare il telefono durante un soggiorno ad Aosta.
Manzetti continuò a perfezionare il sistema, fino a presentarlo pubblicamente nel 1865. Passò dalle prove fra stanze e piani diversi dell'abitazione ai collegamenti all'aperto, anche tra edifici distinti. Le testimonianze riferiscono di esperimenti condotti a distanze di cinquecento, mille e persino duemila metri.
L'interesse per l'invenzione raggiunse presto anche l'estero: nell'agosto del 1865 alcuni meccanici inglesi si recarono da Manzetti, che spiegò loro il funzionamento del suo apparecchio. Intendevano applicarlo ai telegrafi privati, già utilizzati negli alberghi di Londra per organizzare il servizio e trasmettere ordini.
Intanto, ad Aosta, il risultato era sotto gli occhi - e soprattutto alle orecchie - di chi aveva assistito alle prove. La notizia dell'invenzione cominciò a circolare sui giornali, raggiungendo in pochi mesi città e Paesi sempre più lontani.