Innocenzo Manzetti
Innocenzo Manzetti

Museo Manzetti

Associazione culturale

1987-2026

39 anni di attività

sede associazione

e piccolo museo-collezione (privato):

 

Viale Federico Chabod, 62


11100 Aosta (Valle d'Aosta)

 

museo.manzetti@gmail.com

 

Tel. 339 3574718

Innocenzo Manzetti

L'inventore di Aosta e la storia dimenticata del telefono

Innocenzo Manzetti nacque ad Aosta il 17 marzo 1826.

Fin da giovanissimo manifestò un particolare interesse per la meccanica e la fisica. Diplomatosi geometra, affiancò per tutta la vita la propria attività professionale alle ricerche e alle invenzioni.

Nel 1840, ancora adolescente, costruì un automa capace di suonare il flauto, al quale cercò anche di far riprodurre la voce umana.

 

Nell'autunno del 1849, il capitano Laurent Pléod, passando sotto la sua abitazione, udì suoni che somigliavano alla voce umana senza essere esattamente la stessa voce. Invitato a salire, scoprì l'automa flautista e raccontò l'episodio in un almanacco pubblicato nel dicembre dello stesso anno. Nel 1884 un giornale ricordò inoltre l'esistenza di uno scritto di Manzetti, datato 1849 e oggi scomparso, riguardante la trasmissione dei suoni mediante l'elettricità.

 

Negli anni successivi Manzetti brevettò una macchina per la produzione domestica della pasta alimentare, progettò strumenti meccanici, pompe idrauliche, edifici e opere pubbliche.

Nel 1864 costruì anche una vettura stradale azionata dal vapore e da altri combustibili, capace di percorrere autonomamente le vie di Aosta.

 

Il 29 giugno 1865, «L'Indépendant» annunciò che Manzetti aveva realizzato un apparecchio capace di trasmettere la voce umana a distanza attraverso un filo elettrico. Era il «telegrafo vocale», che pochi mesi dopo la stampa chiamava già telefono. La notizia si diffuse attraverso i giornali italiani ed esteri, raggiungendo anche gli Stati Uniti.

 

A New York, Antonio Meucci ne venne a conoscenza attraverso l'«Eco d'Italia» e scrisse al giornale rivendicando di aver concepito un sistema analogo molti anni prima. Riconobbe tuttavia: «Io non posso negare al sig. Manzetti la sua invenzione», proponendo persino di unire le rispettive idee.

 

Meucci dichiarò di aver compiuto esperimenti telefonici fin dal 1849, ma le testimonianze relative a quelle prime esperienze emersero soprattutto molti anni dopo, presentando diverse contraddizioni. Nel 1865 descrisse un sistema che prevedeva una lamina tenuta fra i denti, utilizzata nell'ambito dei suoi esperimenti di elettroterapia. Il 12 dicembre 1871 costituì con alcuni soci la «Telettrofono Company», il cui accordo prevedeva ulteriori esperimenti per sviluppare l'invenzione. Sedici giorni dopo depositò un caveat, una dichiarazione preliminare relativa al suo «Sound Telegraph», nella quale la lamina continuava a figurare. Il documento venne rinnovato nei due anni successivi, senza trasformarsi in un brevetto telefonico.

 

Alexander Graham Bell depositò invece la propria domanda di brevetto il 14 febbraio 1876, ottenendone la concessione il 7 marzo. Contribuì successivamente allo sviluppo e alla commercializzazione del telefono, che cominciò a diffondersi rapidamente.

Manzetti morì ad Aosta il 15 marzo 1877, due giorni prima di compiere cinquantun anni, senza aver brevettato il proprio apparecchio telefonico. La sua morte, tuttavia, non concluse la vicenda.

 

Il 4 novembre 1879 Bell scrisse al naturalista Samuel Hubbard Scudder chiedendogli di rintracciare sette giornali del 1865 e del 1866 che avevano parlato dell'invenzione telefonica di Manzetti. Novantaquattro giorni dopo, il 7 febbraio 1880, Horace Hamline Eldred, imprenditore americano inizialmente legato al mondo Bell, si trovava ad Aosta per acquisire i diritti sulle invenzioni telefoniche e telegrafiche di Manzetti, attraverso un'operazione nella quale intervenne anche Max Meyer. Vennero acquisiti un prototipo del telefono e diversi manoscritti dell'inventore.

 

La vicenda assume i contorni di una storia di spionaggio industriale. Eldred rientrò negli Stati Uniti e già nell'aprile 1880 sottoscrisse con George Freeland Durant una specificazione relativa a un sistema di comunicazione telefonica, seguita da altre domande di brevetto. Aveva tratto ispirazione dai progetti di Manzetti? La documentazione finora conosciuta non permette di stabilirlo pienamente.

Eldred continuò a operare nel settore telefonico americano ed europeo. Nel 1885 anche August Mathias Tanner, procuratore di brevetti a Washington, cercò di recuperare testimonianze sugli esperimenti dell'inventore valdostano, il cui nome continuava dunque a circolare negli ambienti coinvolti nelle controversie sull'origine del telefono.

 

La memoria di Manzetti rimase viva soprattutto ad Aosta, mentre la storia internazionale della telefonia si concentrava progressivamente su Meucci e Bell. Le ricerche degli ultimi decenni hanno restituito giornali, lettere e documenti che permettono oggi di riconoscere a Manzetti una precedenza documentaria nella trasmissione elettrica della parola, con testimonianze pubbliche risalenti al 1865, sei anni prima del caveat di Meucci e undici prima del brevetto di Bell.

 

A due secoli dalla nascita, la sua figura è ricordata anche attraverso il Museo Manzetti, ospitato nel Centro Saint-Bénin di Aosta, mentre le ricerche continuano a restituire nuovi capitoli di una storia che ha attraversato l'Atlantico.

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