Innocenzo Manzetti
Innocenzo Manzetti

Museo Manzetti

Associazione culturale

1987-2026

39 anni di attività

sede associazione

e piccolo museo-collezione (privato):

 

Viale Federico Chabod, 62


11100 Aosta (Valle d'Aosta)

 

museo.manzetti@gmail.com

 

Tel. 339 3574718

La notizia fa il giro del mondo

Il 29 giugno 1865 il giornale «L'Indépendant» di Aosta annunciò una scoperta destinata a suscitare grande curiosità: Innocenzo Manzetti aveva costruito un apparecchio capace di trasmettere i suoni attraverso un filo elettrico.

Il cronista riferiva di aver assistito ad alcuni esperimenti, giudicati promettenti sebbene ancora imperfetti, e immaginava il giorno in cui sarebbe stato possibile parlare da Aosta con Torino, Parigi o Londra.

 

La notizia uscì rapidamente dai confini della Valle. Il 10 luglio ne parlò «Il Diritto», seguito il 24 luglio dall'«Arpa» di Bologna e il 10 agosto dall'«Italie» di Firenze.

Quest'ultimo giornale immaginò addirittura un mondo trasformato in un immenso salone di conversazione, nel quale le persone avrebbero potuto parlare, cantare, ridere e ascoltarsi a distanza.

 

Il 19 agosto 1865 la notizia aveva già attraversato l'Atlantico. «L'Eco d'Italia», giornale della comunità italiana di New York, annunciò la scoperta di Manzetti come una delle nuove meraviglie del secolo. L'apparecchio avrebbe consentito di trasmettere suoni e parole con la stessa rapidità dei messaggi telegrafici. Il giornale tornò sull'argomento anche il 21 ottobre.

 

La diffusione continuò in Europa. Il 22 novembre «Le Petit Journal» di Parigi pubblicò una relazione sulla trasmissione della parola attraverso il telegrafo, ricevuta dall'avvocato Émile Quétand e tratta dal «Corriere di Sardegna». Nei primi giorni del gennaio 1866 altri articoli comparvero sulla «Verità» di Novara e sul «Commercio» di Genova, quest'ultimo con una descrizione particolarmente curiosa delle possibilità dell'apparecchio.

 

Negli anni successivi il nome di Manzetti continuò a comparire anche nella stampa inglese e in pubblicazioni di Paesi lontani dall'Europa, fino all'Oceania. La sua invenzione era diventata un argomento internazionale, ben prima che Alexander Graham Bell ottenesse il proprio brevetto telefonico nel marzo del 1876.

 

Quella straordinaria circolazione della notizia ebbe però anche conseguenze inattese. A New York viveva infatti un altro inventore italiano, Antonio Meucci, che da tempo si interessava alla trasmissione elettrica della voce.

Quando venne a conoscenza degli esperimenti di Manzetti, decise di intervenire pubblicamente. Sarebbe stato l'inizio di una vicenda destinata ad accompagnare per molti anni la storia del telefono.

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