Il laboratorio delle meraviglie
Tante invenzioni, un solo genio
Dare voce a una macchina, far viaggiare una carrozza senza cavalli, prosciugare una miniera o preparare la pasta con un semplice apparecchio domestico.
Per Innocenzo Manzetti erano sfide molto diverse, ma tutte affrontate con la stessa capacità di osservare un problema e immaginare una soluzione. E dal suo laboratorio - che più volte abbiamo definito laboratorio delle meraviglie - sortivano numerosi ritrovati, diverse invenzioni, tanti progetti.
Conosciuto soprattutto per l'invenzione del telefono, Manzetti dedicò la propria vita a esperimenti che spaziavano dalla meccanica all'acustica, dall'idraulica alla locomozione. Il suo celebre automa suonatore di flauto rappresentò una delle realizzazioni più sorprendenti, ma fu soltanto una delle tante macchine nate nel suo laboratorio di Aosta.
Costruì una vettura stradale a vapore che percorse le vie della città, brevettò una macchina per la produzione domestica della pasta e sperimentò una particolare calce idraulica. Realizzò inoltre un pantografo capace di riprodurre sculture in miniatura, un'idrovora destinata alle miniere di Ollomont e un curioso velocipede a tre posti, che suscitò meraviglia lungo le strade della Valle.
Alcune invenzioni nacquero per rispondere a necessità concrete, altre dal desiderio di sperimentare possibilità ancora inesplorate. Tutte raccontano un uomo che seppe trasformare la propria curiosità in macchine, strumenti e soluzioni originali, partecipando pienamente a quella straordinaria stagione di progresso scientifico e tecnologico che fu l'Ottocento.