Innocenzo Manzetti
Innocenzo Manzetti

Museo Manzetti

1987-2020

33 anni di attività

sede associazione:

 

Viale Federico Chabod, 62


11100 Aosta (Valle d'Aosta)

 

museo.manzetti@gmail.com

 

Tel. 339 3574718

Scrinium - Il nostro archivio delle novità

In questa sezione si trovano le ultime novità concernenti Manzetti. Abbiamo denominato questo spazio Scrinium, ossia "Scrigno".

Si tratta, infatti, di una piccola biblioteca; il posto in cui conserviamo i nuovi documenti che impreziosiscono la nostra ricerca.

In questa luogo virtuale, in sintesi, si trovano gli aggiornamenti più recenti, quelli che essendo nuove fonti non fanno al momento parte del materiale fino ad oggi da noi pubblicato o esposto al Museo.

Immagine di un soufflet (propr. Assoc. Museo Manzetti)

Salvare il vino...

Nel 1845 fece la sua comparsa nelle terre del Kent, in Inghilterra, l’oidio (Uncinula necator) o mal bianco, una malattia della vite che presto si propagò in tutta Europa.

Ricerche ed esperimenti diversi, finalizzati ad arrestare la diffusione del flagello, fecero presto capire che l’uso dello zolfo avrebbe avuto efficacia sia sulle foglie, sia sugli acini d’uva aggrediti da quel terribile fungo fitopatogeno.
Verso il 1858-59 il trattamento tramite zolfatura dei vigneti cominciò lentamente ad essere impiegato anche in Valle d’Aosta; tra gli altri, grazie anche all’operato dell’avvocato Lambert. I giornali di allora spiegarono per filo e per segno come procedere in tutte le fasi e le modalità della zolfatura, dedicando molto spazio anche a nuovi ritrovati. Per esempio, un certo Mercieul, inventore francese, aveva proposto di inserire anche dello zolfo sublimato nel terreno intorno alla vite; anche se il metodo migliore sembrava essere l’aspersione dello zolfo tramite soffietto.
Mentre tanti vignerons valdostani resistevano alla zolfatura e i giornali valdostani si auguravano che bientôt le soufrage sera populaire, Innocenzo Manzetti rivestì un ruolo particolare nel cercare di risolvere i problemi. Già..., perché nel 1861 aveva progettato e costruito un soffietto particolare, cioè adatto ai vitigni valdostani che sono più bassi. Uno strumento in grado di spargere lo zolfo in maniera uniforme, senza spreco e garantendo efficacia nell’operazione.

Il risultato era così soddisfacente che l’atelier dell’inventore non fu da subito in grado di sopperire alle numerosissime richieste.
Lo strumento di Manzetti si aggiungeva alla schiera di tanti altri macchinari inventati, tra i quali quello coevo approntato da Paolo Savi il cui soffietto era considerato come uno dei migliori.

 

Mauro Caniggia Nicolotti, 23 marzo 2020

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