Innocenzo Manzetti
Innocenzo Manzetti

Museo Manzetti

26 ottobre 1989 oltre 27 anni di attività!

Associazione culturale

(affiliata al Centro Studi

De Tillier)

 

Viale Federico Chabod, 62


11100 Aosta (Valle d'Aosta)

 

museo.manzetti@gmail.com

 

Tel. 339 3574718

 

twitter.com/I_Manzetti

Nuovo e vecchio sito web

Su questo nuovo sito web potrete trovare tante novità e informazioni!

Il vecchio sito (www.innocenzomanzetti.it) - in rete dal gennaio 2007 al gennaio 2014 - ha superato le 31 mila visualizzazioni.

CURIOSITA'

 

Nel 2008 Lino Colliard (1934-2010) - uno tra i più importanti storici valdostani contemporanei - in merito al nostro libro Il laboratorio delle meraviglie, da lui definito come "ottimo studio", ci scrisse: E' una puntualizzazione che vi fa onore e il cui contenuto condivido appieno. Ciò che da ex-archivista mi ha colpito, come altre opere vostre, è l'acribia della ricerca, la ricca iconografia, lo scritto attraente, ma spassionato, privo di punte polemiche, storicamente esatto. "Honneur au mérite!".

Innocenzo Manzetti

Un protagonista dell'Ottocento, tra storia e scienza

 

Chi era?

Innocenzo Manzetti nacque ad Aosta il 17 marzo 1826, quinto di dieci fratelli.

Dotato di grande intelligenza e creatività, si diplomò geometra pur essendo considerato un ingegnere per la sua preparazione scientifica.

Il suo acume e la sua abilità pratica gli permisero di realizzare grandi invenzioni e strumenti di utilità quotidiana, anche a beneficio del miglioramento delle condizioni sociali dei suoi concittadini.

La morte lo colse prematuramente il 15 marzo 1877, a soli 51 anni, impedendogli di difendere la paternità della sua più grande invenzione: il telefono.

 

Come un sole, tutto ruotava intorno a lui

 

Nella nostra incessante opera di divulgazione, non è sempre stato facile raccontare la vita e le opere di Innocenzo Manzetti.

Gli ostacoli – se così li possiamo definire – sono evidenti fin da subito e andiamo a sbatterci contro ogniqualvolta di questo geniale scienziato narriamo delle sue particolari invenzioni e dei suoi tanti ritrovati in campo scientifico, tecnico e artistico: chi ci ascolta, infatti, fatica a credere a tanta prodigiosità e ci fa apparire talvolta come dei visionari. Ma tant’è.

Inventore a tutto tondo, Manzetti fu infatti realizzatore di ritrovati rivoluzionari per la sua epoca: l’Ottocento.

Qualcuno lo ha definito un “Leonardo della Valle d’Aosta”. Ed effettivamente si è trattato di una mente eccelsa il cui genio travalicò i confini della piccola Aosta, città in cui egli nacque nel 1826, visse e morì nel 1877.

In quel mezzo secolo di esistenza Manzetti spesso pose se stesso e la sua terra al centro dell’interesse scientifico, richiamando intorno alle sue scoperte la stampa e frotte di curiosi. Strabiliava e incantava tutti con le sue geniali trovate e invenzioni. Stupiva talmente tanto che un dì un giornalista ebbe modo di affermare – ovviamente scherzando – che prima o poi Manzetti sarebbe riuscito a rallentare il moto del Sole.

Apparentemente a tratti contraddittorio, Manzetti sembrava chiuso in se stesso ma al contempo non lesinava ai suoi ospiti i “segreti” delle sue invenzioni. Un uomo semplice, ma tante volte mosso dall’obiettivo precipuo di non realizzare solamente ciò che la sua immaginazione gli suggeriva, ma anche di perfezionare quei ritrovati - magari appena abbozzati dai loro ideatori - di cui leggeva le descrizioni sui giornali.

Oltre che dalle sue principali invenzioni, nel suo laboratorio (una sorta di antro magico) era circondato da numerose macchine e congegni di sua creazione. Come un Sole, dunque, tutto girava intorno a lui e gli esploratori che intraprendevano dei viaggi in quell’universo ritornavano poi a casa loro appagati dalla meraviglia che gli era stata offerta.

E’ questa la storia di Manzetti, il primo inventore del telefono, della vettura stradale a vapore e ideatore di uno strabiliante automa; nonché brevettatore della macchina della pasta e di un particolare tipo di malta idraulica.

Fine cesellatore, ingegnere, calligrafo, musicista, abile meccanico: in una sola parola un artista, poiché definirlo “solo” scienziato sminuirebbe il gusto che egli aveva e dedicava alle arti.

Purtroppo, però, non fu in grado di valorizzare adeguatamente se stesso e il suo lavoro al di fuori del suo atelier. Alieno fuori dal suo ambiente, viaggiò troppo poco, sebbene riuscì ad avere molti contatti, che però non si rivelarono decisivi per la sua meritata affermazione nel panorama scientifico mondiale. La sua ritrosia ad apparire e la continua ricerca finalizzata a perfezionare il suo lavoro lo distraevano da ciò che gli accadeva intorno. E il suo piccolo universo girava dentro l’altro, quello reale, più grande e più veloce nel suo moto.

Andrebbe a lui il merito di tanti ritrovati, dunque, alcuni dei quali ancora oggi di uso quotidiano. In realtà, il merito in alcuni casi gli è riconosciuto, ma purtroppo non in tutto ciò che ha realizzato; sul telefono, soprattutto, anche se forse la percezione generale di quegli eventi sta lentamente mutando verso la verità.

La colpa di quei mancati riconoscimenti che l’inventore valdostano meriterebbe, oggi non sta più nella sua ritrosia, ma va individuata – in un mondo come quello attuale, disattento e che va di fretta – soprattutto nell’atteggiamento spesso superficiale di coloro che, con inerzia e incredulità, ostacolano di fatto l’opera di chi tenta la difficile impresa di far annoverare Innocenzo Manzetti tra i più grandi nomi della storia della scienza.


Mauro Caniggia Nicolotti

Luca Poggianti

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