Innocenzo Manzetti
Innocenzo Manzetti

Museo Manzetti

26 ottobre 1989 oltre 27 anni di attività!

Associazione culturale

(affiliata al Centro Studi

De Tillier)

 

Viale Federico Chabod, 62


11100 Aosta (Valle d'Aosta)

 

museo.manzetti@gmail.com

 

Tel. 339 3574718

 

twitter.com/I_Manzetti

Nuovo e vecchio sito web

Su questo nuovo sito web potrete trovare tante novità e informazioni!

Il vecchio sito (www.innocenzomanzetti.it) - in rete dal gennaio 2007 al gennaio 2014 - ha superato le 31 mila visualizzazioni.

CURIOSITA'

 

Nel 2008 Lino Colliard (1934-2010) - uno tra i più importanti storici valdostani contemporanei - in merito al nostro libro Il laboratorio delle meraviglie, da lui definito come "ottimo studio", ci scrisse: E' una puntualizzazione che vi fa onore e il cui contenuto condivido appieno. Ciò che da ex-archivista mi ha colpito, come altre opere vostre, è l'acribia della ricerca, la ricca iconografia, lo scritto attraente, ma spassionato, privo di punte polemiche, storicamente esatto. "Honneur au mérite!".

La macchina per la pasta

Il 1° giugno 1857 Manzetti brevettò una macchina per la pasta, il cui principio e la cui forma sono ancora oggi alla base delle comuni macchine di questo tipo. Secondo lo storico locale Tancredi Tibaldi era poco costosa, di facile utilizzo e non richiedeva fatica.

A quanto risulta, questa fu la prima invenzione per la quale l’ancor giovane Manzetti si preoccupò di richiedere il brevetto, probabilmente perché in essa intravvedeva la possibilità di trarre profitti.

 

 

IL FUNZIONAMENTO
La macchina era composta da un cilindro principale con due aperture opposte, destinate a introdurvi l’impasto e a far uscire, attraverso una matrice in rame, il prodotto modellato nella forma desiderata (spaghetti, maccheroni, ecc.).
All’interno di questo cilindro ve ne era un altro di medesima lunghezza ma di diametro inferiore, collocato eccentricamente rispetto al primo; tra i due cilindri agivano due palette, che nel loro lento movimento rotatorio spingevano l’impasto dal vano di entrata a quello di uscita. Tutto il movimento rotatorio era azionato da una puleggia o manovella esterna collegata ai meccanismi interni con un sistema di ingranaggi.

 

 

LA “STORIA” DEL BREVETTO
Il 26 giugno 1857 Manzetti si assicurò per la durata di 15 anni la privativa per la macchina per la pasta in Francia. Il 29 giugno, poi, la registrò in Belgio per la stessa durata.
Dopo aver ottenuto regolari brevetti nelle aree francofone dell’Europa, l’invenzione trovò ben diverso accoglimento nel Regno delle Due Sicilie, il cui Reale Istituto d’Incoraggiamento alle Scienze Naturali, con un linguaggio molto diretto accusò Manzetti non solo di aver plagiato la tromba ad acqua inventata dall’ingegnere Agostino Ramelli (1531-1608), ma anche di aver volutamente celato “come fanno tutti i francesi” le modalità di azionamento della macchina, un particolare saliente dei movimenti della sua macchina “e ciò per seguire il mal vezzo degli oltramontani, quello di nasconder sempre nel mistero le loro invenzioni per alcuni particolari importanti, con che fan calcolo di renderle oscure quanto basti a' loro interessi..”.
La tentata stroncatura della macchina di Manzetti non fermò l’inventore. La macchina per la pasta ebbe tuttavia una ribalta internazionale, suscitando dapprima l’attenzione dell’ingegnere belga Jean Eyquem che nel 1859 scrisse a Manzetti chiedendo se fosse possibile trovare in commercio il suo manufatto, poi quella di un imprenditore inglese che acquistò il brevetto “pour une somme minime” come è scritto nel giornale L'Echo des Agriculteurs Valdôtains del 1° giugno 1896.

 

 

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